C'era una volta la Barbie. Ma NON diciassettenne.
» casa dolce casa, fenomenologia, pazzo pazzo mondo, trullallando, cose che ho imparato troppo tard
Che Barbie non dimostrasse 70 anni, questo si sapeva.
Ma che addirittura arrivasse ad affermare di averne diciassette, questo proprio no.
Cioè, è come se io mi mettessi in testa di dire di avere dodici anni (facendomi i codini, spalmandomi sulla faccia tre dita di fondotinta di due toni più scuro della mia pelle, riempiendomi le palpebre di ombretto nero pieno di brillantini, masticando rumorosamente e vistosamente una bubblegum e tenendo sotto braccio l'ultimo libro di Moccia forse potrei, dico potrei, ingannare qualcuno).
Ok che non sono una Barbie.
Certo, sarebbe bello.
Al massimo, potrei essere Eggie, la barbie a cui si attacca il sugo, oppure, se volessi rispettare lo standard platinato della nota bambola, Eggie, la barbie con la ricrescita.
Insomma, diciassette anni no.
Barbie, quand'ero bambina, era una donna. Una donna che faceva duemila lavori senza avere nemmeno una laurea, che aveva tre sorelle di cui la più piccola quasi certamente era in realtà sua figlia.
Sì, ho sempre sospettato che Shelley (non so nemmeno se si scriva così, ma non ho voglia di cercare su Google, beata pigrizia) fosse in realtà la figlia di Barbie. Parliamoci chiaro: aveva duecento anni meno di Barbie, e viveva con lei, insieme alle altre due (Skipper e la scialba Stacey, la sorella repressa, quella scialba di cui nessuno si ricorda e che si dilettava nella ginnastica artistica in un completino rosa a stelline argento e blu, signora Dea, argento e blu su sfondo rosa shocking, ma si può, e che puntualmente nei miei giochi finiva per fare la ragazzina malata completamente ingessata, perchè era l'unico modo per tenerle fermi quei cacchio di piedi che si giravano sempre al contrario, tanto perchè doveva essere snodata), e francamente non si è mai vista l'ipotetica madre.
La mia conclusione fu molto semplice, frutto di un ragionamento sensato: Shelley è la figlia di Barbie, ma:
La madre di Barbie, anziana riccona (ricordiamo che Barbie ha settant'anni, quindi figuriamoci sua madre, una mummia, praticamente) che può permettersi di regalare alla figlia una mega-villa (io un'infermiera che vive in un castello non l'ho mai vista, no, per dire, prendendo un lavoro a caso) e sobbarcarle pure le due sorelle -di cui una particolarmente sfigata, tanto da far domandare praticamente a chiunque, nel momento in cui viene nominata, Stacey chiiii?- per togliersele dai piedi e sposare un altrettanto riccone e altrettanto vecchio -che sospetto essere Hugh Hefner, oppure Santi Licheri, unici partiti abbordabili per età-, viene a scoprire un'agghiacciante verità:
la figlia -Barbie- ha una relazione extra-coniugale (sì, extra-coniugale, avete capito bene. Se ci facciamo caso, ha sposato Ken circa seicento volte.) con...
...
Aladdin.
Sì.
Il bambolotto di Aladdin della Disney.
Beh?
Io avevo UN Ken e non possedevo alcun Big Jim. Quindi l'unico altro "ommo" possibile era Aladdin. Non ci lamentiamo (anzi, pensiamo alla povera Jasmine, cornificata dal marrano con una biondazza botulinata).
Per soffocare lo scandalo sul nascere, l'anziana signora -la madre di Barbie, non Barbie, ma che ve lo dico a fare- decide di nascondere la figlia e spacciare la nipote -Shelley- per sua figlia.
Barbie era un gioco fuorviante.
Tra l'altro, è l'unica bambola che io abbia mai visto ad avere un letto matrimoniale.
La mia teoria è inattaccabile. Oh, sì, lo so, sono un genio. Pensate solo all'infanzia che ho avuto per poter concepire una storia del genere. Pensateci.
Nella foto: la prova che le teorie di Eggie riguardo a Barbie e Shelley sono esatte.
{ Scribacchiato da Eggie
alle 19:55 }
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Lo strano caso del Tartarugone
» trullallando, salem, cose che ho imparato troppo tard, chi è eggie

Undici anni fa, a causa dell'ingresso in una nuova scuola, nella quale le lezioni finivano un po' quando parevano a loro -potevi tornare a casa a mezzogiorno come alle otto di sera, e non c'era modo di saperlo prima- a Eggie veniva affidato il suo primo telefonino.
Lei lo chiamava il Tartarugone di Topolino, per tre semplici motivi:
- Poco dopo l'acquisto, era stato indetto un concorso su Topolino -il giornale- grazie al quale si poteva vincere lo stesso modello, dello stesso colore, eccetera eccetera. Insomma, con ogni probabilità, se qualcuno avesse vinto, i tizi di Topolino avrebbero strappato il cellulare dalle mani di Eggie e l'avrebbero consegnato al fortunato.
- Era verde
- Era grande più o meno come una cabina telefonica, e non poteva essere TartarughINO.
Undici anni fa, giocando con sue due amichette mentre attraversava il paese per andare da sua nonna, da moderna Cappuccetto Rosso, Eggie accettò che -tutte e tre allegramente- registrassero un messaggio per la segreteria telefonica.
Sono passati undici anni, ma ancora oggi chi chiama Eggie e trova il cellulare spento sente prima un "Bip" e poi un atroce urlo, che di solito fa pensare al povero sventurato ad un rapimento, un'invasione aliena, un pazzo psicopatico armato di coltello che insegue tre innocenti bambine.
Eggie non ha ancora capito come cambiare il messaggio registrato, ma ha improvvisamente capito perché nessun datore di lavoro l'ha ancora davvero ricontattata.
(Per scusarmi dell'attesa di ben dieci giorni -la colpa è tutta di Splinder, segna un messaggio registrato nell'ultima settimana anche se non è vero- godetevi questo video che non c'entra un tubo con il post.)
{ Scribacchiato da Eggie
alle 12:09 }
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»
- Eggie ha diritto, quando più le aggrada, ad avere una vasca da bagno piena di acqua calda, un bastoncino di incenso acceso e della musica rilassante nello stereo
- Eggie ha diritto, nel caso sopra citato, ad essere lasciata in pace fino al termine del bastoncino di incenso, senza che nessuno le rompa l'anima
- Eggie ha diritto ad essere svegliata da baci salivosi del suo gatto che fa le fusa ogni volta che la sveglia non funziona e sta per perdere il treno
- Eggie ha diritto a dormire con lenzuolo di flanella + trapunta + copriletto trapuntato + due coperte da agosto, senza che nessuno le dia della nonna
- Eggie ha diritto alla banana con la cannella la mattina, e non ci sono storie
- Sempre la mattina, Eggie ha diritto a poter scegliere fra almeno dieci varietà di the caldo, senza che nessuno le metta fretta
E me ne verranno in mente altri...
{ Scribacchiato da Eggie
alle 14:18 }
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» auguri

So che la curiosità di sapere com'è andato il mio compleanno vi sta lentamente consumando.
Ebbene, è andato molto bene.
Ho passato tutto il venerdì con Anna, che mi ha portata a festeggiare per locali, ed è stata una bella serata -fulmine che ha rischiato di colpirci a parte-. Ho mangiato un'ottima pizza (e io, visto che la pizza è praticamente l'unica cosa che mangio, sono piuttosto esigente al riguardo).
A dir la verità, vi avevo scritto un dettagliatissimo resoconto, ma il mio internet mi prende in giro e si disconnette in continuazione, così da farmi perdere tutto, perciò temo dovrete accontentarvi.
Sabato l'ho passato "in famiglia", andando a cena con l'Uomo e mangiando (io no) la torta con lui e mia madre.
Ecco, la torta è stata un punto dolente.
No, non l'ho fatta io.
E appunto perchè non l'ho fatta io e me l'hanno pure fatta pagare 20 euro, avrei preteso quanto meno che il pasticcere, nel mettere quello sgorbio di decorazione -che a pensarci la compravo al supermercato ed era anche più carina e in più ci mettevo delle candeline decenti- non mi spalmasse tutta la panna attorno.
Ma io non mangio dolci, quindi che mi frega?
{ Scribacchiato da Eggie
alle 15:06 }
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» auguri

Domani è il mio compleanno. Ergo, aggiornerò sabato, raccontandovi come sarà -o meglio, come non sarà- andata.
Nel frattempo, mi cimenterò nella preparazione di una torta come quella sopra, perdendo la pazienza dopo cinque secondi e andando in pasticceria a comprarla.
Auguri
{ Scribacchiato da Eggie
alle 09:56 }
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»
E' opprimente.
E' spaventoso.
E' ciò a cui nessuno aspira.
E' l'incubo ricorrente.
Ora, Eggie, che ormai in quest'ultimo periodo pare un catalizzatore vivente di sfighe, giustamente ha un incubo ricorrente.
Già, praticamente ovvio.
L'incubo ricorrente che tormenta le notti già di per sè burrascose di Eggie è quello di tornare al liceo.
L'ultima volta, Eggie si trovava nella sua classe di quinta, tentando disperatamente di ricevere risposta dalla sua compagna di banco alla sua domanda "Ma se abbiamo fatto l'esame di maturità due anni fa (erano due anni fa? Non ricordo, ho rimosso), si può sapere perchè dobbiamo ripetere la quinta??"
Le novità della classe erano due strani tizi di nome "Schiavetti", lui un secchione con il cravattino a pois e gli occhialoni, lei un'ultra-sessantenne che cosa ci facesse in quinta liceo era solo un mistero.
Eggie ha resistito ai tornadi deliranti che accadevano realmente ai tempi del liceo, accapigliamenti vari, ma si è svegliata gridando quando il suo ex professore di matematica ha fatto il suo ingresso in aula annunciando il nuovo programma di studio.
Tutto questo perchè le hanno detto che dovrebbe provare a fare domanda di lavoro in qualche banca.
{ Scribacchiato da Eggie
alle 19:40 }
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Sono fiacca.
Oggi giuro, giuro, resterò in pigiama tutto il giorno e non farò assolutamente nulla.
Non me ne va bene una. Da cosa comincio?
- Ho avuto un incubo, ho sognato di non aver finito il liceo, anzi, di averlo finito, ma essere costretta a seguire lezioni in classe per il resto della mia vita, non so nemmeno io perchè. Quando mi sono svegliata, mi sono ritrovata in una fabbrica buia ad osservare file e file di donne che cucivano. Sono scappata dopo circa dieci minuti, dicendo "No grazie" nonostante quello fosse l'unico posto che mi sia stato offerto nel giro di due mesi.
- Venerdì ho avuto un incidente in auto. Stavo uscendo da uno stop vicino a casa mia quando una tizia ha avuto la brillante idea di fare un'inversione a U finendo con metà macchina contromano. Quello davanti a me ha inchiodato, di è spostato verso di me per evitarla, io ho inchiodato ma SBAM. Risultato: io e quell'altro incidentati, e la cretina che ha causato tutto se n'è andata fregandosene bellamente.
- Ieri ho partecipato a una festa in cui mi hanno dato un attestato per una presentazione del libro che avevo fatto mesi addietro, ma c'era talmente tanta calca -e io odio la calca- che non me la sono goduta minimamente e l'unica cosa che volevo era tornare a casa.
- La barista mi ha fatto un caffè talmente schifoso che non l'ho bevuto. Grazie, barista.
Penso che, come sto facendo già da qualche giorno, mi butterò sullo shopping selvaggio. Anzi, meglio, oggi me ne starò a letto tutto il giorno, che non ho voglia di uscire.
C'è di buono che Salem comincia ad avere freddo e fa tutto il gentile tentando di arruffianarsi un posto sotto le coperte.
Buonanotte.
{ Scribacchiato da Eggie
alle 14:12 }
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Fenomenologia dei vicini di casa
» fenomenologia, pazzo pazzo mondo
Abitando in un condominio, potreste imbattervi in soggetti -parecchio- peculiari.
Qui potrete trovare le principali categorie. Senza offesa, ovvio.
L'impicciona
L'impicciona è spesso una donna di mezz'età, in pensione o con un lavoro part-time che la costringe ad orari bizzarri.
Passa la quasi totalità del suo tempo sul ballatoio delle scale, piantata proprio davanti alla tua finestra, in attesa che il tuo gatto compaia sul davanzale a distruggerti le zanzariere e nel frattempo sbirciando nella stanza. Non appena vede comparire anche te (per impedire il danno), attacca con una serie di chiacchiere insensate, raccontandoti la sua vita e sfociando in discorsi che non hanno alcun filo logico. Tutto questo, nonostante tu non la stia guardando, sia ancora impegnata/o a staccare le unghie del gatto dalla zanzariera e la tapparella sia abbassata quasi totalmente.
Saltuariamente, puoi trovarla concentrata a sistemarsi i capelli grazie al riflesso dello specchio della tua toilette, posizionata in fondo alla stanza giusto davanti alla finestra.
La vedova allegra
La vedova allegra è -come si può capire dal titolo- vedova da parecchi, parecchi anni. La sera esce e va in discoteca, trascinandosi dietro una scia di profumo, abitudine che pare aver trasmesso anche ai figli. Ha come minimo due, tre cani, ma non normali: sono sempre cagnette femmine, piccole e che abbaiano in continuazione. Questo porta la vedova allegra ad infuriarsi e urlare contro le cagnette, che abbaiano ancora di più, con il solo risultato di farle alzare il volume della voce. Non urla in modo normale. Riesce ad imbastire un vero e proprio discorso di accuse e rimbrotti. Con i cani.
La nonna
La nonna abita, di norma, giusto sotto il tuo terrazzo. Si infuria se l'acqua piovana cola dal tuo balcone fino ad arrivare sul suo prato, dove tiene i giocattoli della nipote, perché è logico che si rovinino a causa delle gocce dal tuo terrazzo, e non del temporale che si è abbattutto e del fatto che il suo giardino non sia (ovviamente) coperto. E' quella che ti chiama al telefono alle sette del mattino chiedendoti di abbassare il volume della radio-sveglia, che notoriamente ha degli amplificatori da concerto rock, perché le dà fastidio.
E' una nonna amorevole: agli insulti di sua nipote quattrenne, che hanno a che fare con il fatto che il suo viso abbia una somiglianza notevole con una parte del corpo chiamata deretano, risponde "Ti spacco la faccia, cretina".
Il vecchio
Il vecchio è convinto che tu sia una crocerossina dei tempi della seconda guerra mondiale. Comincia a cantare alle 6 del mattino, svegliandoti di soprassalto e facendoti domandare "Che cavolo ha il cane dei vicini da piangere?? Sta male??"
L'allegrotta
L'allegrotta ride sempre, e la vedi sempre sorridente. Non fa niente di male, in sostanza. L'unico problema è che ha una voce talmente potente che quando starnutisce fa tremare le tue pareti, nonostante sia la tua dirimpettaia.
La coppia felice
La coppia felice ha, in media, due/tre figli (un po' come la vedova allegra con i cani). Non fa altro che gridare, per qualsiasi cosa, sia tra i partner che con i figli. Di tanto in tanto, dal loro appartamento si sente rumore di vetri infranti e grida indistinte, che ti fanno chiedere se sia il caso di chiamare i carabinieri.
Il naturista
Il naturista usa il parco pubblico di fronte casa tua come gabinetto, perché non vuole sporcare il suo. Ha sempre il tempismo perfetto di svolgere queste operazioni quando c'è in giro qualcuno.
E l'elenco potrebbe continuare...
{ Scribacchiato da Eggie
alle 11:56 }
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» pazzo pazzo mondo, trullallando, cose che ho imparato troppo tard
Io e il mio maritino abbiamo vinto al Superenalotto.
Inutile che suoniate alla mia porta chiedendo prestiti, non abbiamo vinto i mille miliardi di mila euro.
Abbiamo vinto ben 15,36 euro.
Li ho già spesi tutti.
E' stata dura, ma ce l'ho fatta.
{ Scribacchiato da Eggie
alle 19:31 }
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Ieri notte ho sognato che Will Smith mi chiedeva di sposarlo.
In abito da sera.
Sul palco.
Mentre mi consegnavano il Nobel per la letteratura.
...
E' di sicuro un sogno premonitore.
{ Scribacchiato da Eggie
alle 19:36 }
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Il Regno